Prepararsi a vendere l’azienda: le prime 3 cose che il compratore vede

Vendere l'azienda: le prime cose che guarda il potenziale compratore

Vendere la propria azienda è un processo complesso, ma per rendere il processo meno stressante, ci sono diverse cose da sapere prima di mettere in vendita, anche se è una piccola impresa.

Che tu sia un acquirente che cerca di acquisire un’azienda o un venditore di un’azienda, conoscere le informazioni giuste può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi e far sì che il processo possa essere il più liscio possibile.

Continua a leggere per avere consigli su come preparare la tua azienda per la vendita, dalla preparazione dei bilanci storici alla strutturazione della vostra azienda per una vendita.

Partiamo da un presupposto.

Acquistare un’azienda significa entrare nel capitale sociale di un’azienda ed il capitale sociale, per definizione, è un capitale di rischio. Questo significa che quando si compra un’azienda si assume un rischio e quando si vende si trasferisce il rischio a chi compra.

I bilanci depositati.

I bilanci della società, almeno in Italia, sono pubblici e chiunque può accedere per pochi euro. È ragionevole pensare che un potenziale acquirente non consulti i bilanci depositati?

La prima cosa che un possibile compratore vuole conoscere sono i risultati dell’azienda che vuole comprare e questi si vedono nei bilanci della società.

I bilanci aziendali, composti dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dal rendiconto finanziario, forniscono, integrandoli con la nota integrativa, una rappresentazione oggettiva e quantitativa dei risultati raggiunti e dello stato attuale dell’azienda, a prescindere dalle aspettative future. Ed il deposito dei bilanci approvati deve essere fatto ogni anno presso le camere di commercio.

L’analisi dei bilanci è basata su indicatori ed indici in grado di fornire indicazioni in merito ai risultati delle diverse aree gestionali dell’azienda ed al suo evolversi nel corso del tempo ed al suo equilibrio finanziario ed, in genere, sul suo stato di salute.

 Certo, i risultati futuri sono più importanti, ma, se non siete una start-up, la vostra storia è nei bilanci depositati.

I risultati previsionali.

I risultati futuri riflettono le aspettative dell’imprenditore, del consiglio di amministrazione e dei vari responsabili aziendali che stimano le vendite, le quantità vendute, i prezzi di vendita, gli acquisti di materie prime e di servizi.

Ma in ogni caso si tratta di aspettative e questi risultati non sono certi. E tanto più i risultati futuri ed attesi saranno vicini a quelli passati, tanto più sarà ragionevole poterli conseguire.

I risultati previsionali sono la naturale conseguenza di una serie di azioni intraprese in futuro. Ma queste azioni devono essere coerenti con gli obiettivi che l’azienda intende perseguire. Da qui la necessità che questi risultati siano inseriti all’interno di un “sistema organico” di iniziative e progetti che devono essere riportati nei piani aziendali.

I piani aziendali rappresentano un sistema organico di iniziative, nell’ambito del sistema di pianificazione aziendale. Ma l’insieme dei piani aziendali deve essere soprattutto coerente e perseguibile. I piani aziendali non devono essere il “libro dei sogni” astruso dalla realtà aziendale, dal contesto competitivo e dal contesto economico.

In primo luogo, i piani aziendali devono rappresentare un evoluzione dei risultati passati e devono essere espressi in modo coerente ed organico con i risultati passati per confluire nei bilanci previsionali.

I bilanci previsionali sono il terminale dei piani aziendali e sono costituiti dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dal rendiconto finanziario degli anni a seguire. L’analisi dei conti economici previsionali consente di valutare la redditività futura, la analisi per flussi di cassa consente di valutare quali sono i flussi di cassa disponibili per fare investimenti e/o remunerare i soci, ma anche per valutare il fabbisogno finanziario.

La struttura e l’organizzazione dell’azienda.

D’altro canto, è vero che chi compra un’azienda non compra solo “numeri”, ma compra un complesso sistema di persone, relazioni, competenze, norme e procedure. Peraltro, questo sistema complesso è il motore del conseguimento dei risultati passati e futuri ed è legato al rischio di chi deve entrare nel capitale di rischio.

Al pari dei bilanci d’esercizio, anche l’organizzazione in termini di organi amministrativi e dei relativi poteri ed in termini di organo di controllo sono biglietti da visita della società. Anche questi sono dati pubblici che il potenziale compratore valuterà per avere una panoramica operativa dell’azienda.

Un’azienda con un amministratore unico, con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, plausibilmente avrà una struttura, una organizzazione ed una cultura differente da un’azienda con un consiglio di amministrazione aperto a soggetti esterni alla compagine societaria (e/o ai relativi nuclei famigliari) con un direttore generale e con un sistema di deleghe strutturate.

Un’azienda con un organo di controllo è soggetta ad una verifica delle attività dell’organo amministrativa e della veridicità dei dati rappresentati nei bilanci di esercizi e della tenuta della contabilità.

Il numero di dipendenti e la loro evoluzione del tempo sono indicatori, che integrati con l’anzianità e con il titolo di studio dei dipendenti e con la ripartizione per area aziendale, forniscono importanti indicazioni in merito alla professionalità, alle competenze ed alla motivazione dei dipendenti

La presenza di figure dirigenziali è (auspicabilmente) sinonimo della presenza di una cultura manageriale che tipicamente ha implicazioni nella gestione aziendale.

Ma anche l’informatizzazione dei processi aziendali, la presenza di un sistema di budgeting e di controllo, di un sistema di controllo di gestione, di processi strutturati e di deleghe operative sono indicatori della struttura e delle modalità operative dell’azienda.

Conclusioni.

L’azienda è una realtà complessa e vendere (e comprare) un’azienda è un processo molto complesso. Ma se la vendita è preparata per tempo il processo può essere semplificato e soprattutto può agevolare la ricerca dei potenziali compratori, il loro interessamento, propedeutico ad un accordo di compravendita. Ma una adeguata preparazione dell’azienda può avere un impatto positivo anche sulla valutazione aziendale ed ottenere il miglior risultato possibile.

Tra le cose da fare ci sono sicuramente, la predisposizione dei bilanci d’esercizio secondo principi di completezza, veridicità e trasparenza, l’elaborazione di piani industriali e budget, ma anche dotare l’azienda di una struttura e di una organizzazione che riduca il rischio del potenziale acquirente e possa favorire i risultati attesi degli anni a venire.

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