Guida pratica per una valutazione d’azienda con il DCF

valutazione d'azienda con il metodo dei flussi scontati - Discounted Cash Flow - DCF

Il metodo dei flussi di cassa scontati, meglio conosciuto con il termine anglosassone “Discounted Cash Flow”, o con il suo acronimo DCF, è il metodo di valutazione più ampiamente utilizzato per la valutazione di un’azienda o di un ramo d’azienda.

Potrebbe sembrare molto difficile e che sono necessarie competenze finanziarie qualificate. In realtà è molto più semplice di quello che si possa pensare.

In questo articolo ti forniremo i passi principali per poter valutare il capitale economico della tua azienda con il metodo DCF. Non arriverai ad una valutazione aziendale “professionale”, ma sicuramente potrai farti un’idea di quanto vale la tua azienda.

Il metodo DCF in sintesi

I metodi di valutazione di un’azienda possono essere molti, ma il metodo di valutazione dei flussi di cassa scontati quello più adottato ed al quale si riconosce maggiore “validità”.

Il principio fondamentale di questo metodo è che il valore di un’azienda è rappresentato dal valore attuale dei flussi di cassa che l’azienda sarà in grado di generare in futuro.

I capisaldi di questo metodo sono

  • Valuta l’azienda in base ai risultati futuri e non passati.
  • Valuta l’azienda in base alla capacità di generare flussi di cassa e non utili (come il metodo reddituale) o valori patrimoniali (come il metodo patrimoniale).
  • Considera il rischio di conseguire o meno questi flussi di cassa.
  • Considera il fattore tempo, per cui è meglio avere 100 euro oggi che 100 euro tra 2 anni.
  • La vita di un’azienda, almeno dal punto di vista teorico, è infinita e quindi la sua capacità di generare redditi sarà perpetua.

Definisci i flussi di cassa futuri dell’azienda

Condizione fondamentale per poter applicare il metodo dei flussi di cassa è la definizione dei flussi di cassa previsionali dei tre o cinque anni successivi.

Per poter definire i flussi di cassa attesi è necessario elaborare il rendiconto finanziario e quindi i bilanci previsionali completi di conto economico e stato patrimoniale.

I flussi di cassa di riferimento sono i cosiddetti flussi di cassa disponibili per l’azienda, o Free Cash Flow, prima di considerare gli eventuali flussi di cassa necessari per far fronte ai rimborsi dei debiti finanziari ed al netto dei flussi di cassa necessari per gli investimenti.

Definisci il tasso di attualizzazione

Contemporaneamente è necessario definire il tasso di attualizzazione.

Il tasso di attualizzazione (o tasso di sconto) è quel tasso di interesse che “attualizza” un valore futuro in un valore attuale.  

È il modo per considerare il valore finanziario del tempo: una somma di denaro nel presente vale più della stessa somma nel futuro.

Con l’attualizzazione di traduce un valore futuro in un valore attuale netto considerando l’inflazione, il rischio dell’investimento e i rendimenti incrementali che si possono avere rispetto agli investimenti senza rischi.

Per applicare il metodo discounted cash flow il tasso di sconto deve essere pari al cosiddetto “costo medio ponderato” del capitale.

Il costo medio ponderato del capitale è la media “ponderata” di due componenti: il costo del debito ed il costo del capitale proprio.

La definizione del costo medio del capitale è, forse, la parte più difficile nella applicazione del metodo DCF. Richiede la disponibilità di database specializzati e/o una analisi approfondita e complessa basata non solo sulla possibilità di raccogliere dati, ma anche sulla capacità e professionalità per elaborarli.

Attualizza i flussi di cassa futuri

Una volta trovato il tasso di sconto, è necessario attualizzare i flussi di cassa attesi dall’azienda. Questo significa che ognuno dei flussi di cassa futuro deve essere attualizzato usando il costo medio ponderato del capitale. La formula di attualizzazione dei flussi di cassa è relativamente semplice.

Ogni singolo flusso di cassa annuale deve essere moltiplicato per un fattore di sconto definito dalla formula

1/(1+Wacc)n   

dove Wacc è il costo medio ponderato del capitale ed “n” è l’anno di riferimento

Definisci il “Terminal Value”

Come detto il presupposto di questo metodo è che l’azienda prosegua la propria attività anche dopo gli anni che sono stati oggetto di previsione.

Il metodo DCF, quindi, considera anche il cosiddetto “Terminal Value” che altro non è che il valore dell’azienda generato dall’azienda successivamente al periodo di previsione.

In realtà non esiste un solo modo per calcolare il Terminal Value. I metodi sono, sinteticamente, i seguenti

  • Il metodo del valore di liquidazione. In questo caso si ipotizza un valore finale dell’azienda pari a quello di liquidazione volontaria (quindi sul valore del patrimonio netto rettificato e sul metodo patrimoniale).
  • Il metodo della rendita perpetua. In questo caso si ipotizza la generazione di cassa da parte dell’azienda anche successivamente al periodo di analisi e per “l’eternità” (in modo perpetuo).
  • Il metodo del multiplo di mercato. In questo caso si definisce il valore moltiplicando parametro di riferimento dell’ultimo esercizio previsionale (tipicamente Vendita, Ebitda o Ebit) per il moltiplicatore di competenza. In altri termini si utilizza il metodo dei multipli applicato ad un valore previsionale (ed attualizzato).

La definizione del Terminal Value è particolarmente difficile e delicata in quanto nella quasi totalità dei casi rappresenta l’elemento preponderante nella valutazione di un’azienda con il metodo DCF.

Fai la somma delle componenti

L’ultimo passo è mettere insieme tutte le componenti che abbiamo trovato. Dapprima faremo la somma di tutti i flussi di cassa previsionali scontati e troveremo il valore attuale netto complessivo dei flussi di cassa previsionali.

Successivamente aggiungeremo a questo valore attuale netto il Terminal Value.

Conclusioni

Il metodo DCF è il metodo di riferimento nel mondo delle operazioni straordinaria di impresa per determinare il valore di un’azienda. E’ un metodo complesso ed articolato, ma come abbiamo visto in questo articolo può essere molto più semplice di quanto si possa pensare. Per fare una valutazione professionale sono necessarie capacità di analisi, professionalità ed esperienza. Ma anche senza, basta trovare database specializzati e con questa guida puoi fare una valutazione approssimativa (o “quick and dirty” con termini inglesi) della tua azienda o dell’azienda che intendi comprare.

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